Enogastronomia

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La gastronomia prenestina è figlia della cultura contadina del luogo.

Sono i prodotti tipici della sua campagna che vengono utilizzati divenendo le componenti di base dell’arte culinaria di Palestrina. Il piatto caratteristico per eccellenza è la ‘pasta povera’ (sagna), confezionata a mano con acqua e farina.

Con essa si realizzano i tonnarelli (gnocchetti a cò de soreca) che richiedono un condimento a base di pancetta (amatriciana) o ragù con carne di maiale. Da non dimenticare la polenta con salcicce e spuntature. Anche le ministre di fagioli, di broccoli e di ceci si possono preparare con la pasta povera.Un altro tipo di pasta, le fettuccine al ragù (sempre impastata a mano, ma con l’aggiunta di uova) possono trasformarsi in tagliolini e quadrucci, ottimi per realizzare delle minestre. Aggiungiamo anche il riso con le lenticchie.Per quanto concerne le carni, il pollo arrosto, il pollo con i pinoli e l’uvetta ed il pollo con i peperoni, vengono offerti parimenti all’agnello arrosto, all’agnello fritto o a quello brodettato, nonché all’agnello ed al coniglio in salmì (cacciatora). Veniamo ai formaggi: la caciotta e la ricotta sono prodotte esclusivamente con latte di pecora.Tra i dolci, quello buono per tutte le stagioni è il ‘re giglietto’, che ha una storia singolare, essendo stato modellato sul giglio simbolo della monarchia francese nel 1600. Le festività natalizie hanno il loro dolce: il panpepato e quelle pasquali il ‘cavallo’ o la ‘pigna’.
Completano il panorama della pasticceria di Palestrina le ciambelle con il vino.

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