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La guerra di Martin

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martinCommedia spassosa per bimbi e adulti di Francesco Silvestri, diretta ed interpretata da Claudio Tagliacozzo.
Dal 3 al 6 febbraio 2011 al Cinema Principe di Palestrina.
Giovedi venerdi e sabato alle ore 21:00 - Domenica I° spettacolo ore 11:30, II° spettacolo ore 18:30
Intero € 10.00 - ridotto (under 14 & over 65 ) € 07.00 domenica mattina tutti i minorenni pagano € 05.00

"La guerra di Martìn"

ovvero l'intelligenza della stupidità - Commedia musicale di Francesco Silvestri
"...A più di dieci anni dal suo inizio, la guerra tra l'emisfero superiore e quello inferiore continua incessante senza mostrare alcuno spiraglio di conclusione. I combattenti infatti..."

Proprio così ha inizio questa brillante commedia scritta dall'autore-attore-regista Francesco Silvestri.
L'autore, che ha collaborato in passato con la compagnia, affronta ne "La guerra di Martin" temi non proprio sottili, come quello della guerra, della morte, della diversità; il tutto però è rallegrato e reso più "leggero" proprio da questo personaggio, Martin.
La commedia narra le vicende di Martìn Senzasperanza "scemo legale", con tanto di certificato, che conduce la sua personale "guerra alla guerra", trasformandosi in un eroe per caso, prodigato a restituire all'umanità disumanata il privilegio della felicità e l'emozione dell'infanzia.
Martìn, un po' clown, un po' guitto, un po' marionetta, saggio e disincantato e' uno di quelli che può giocare con la vita, scacciare la tristezza, dire impunemente ogni verità, sconfiggere la cattiveria, la presunzione, la violenza, la morte.
Il sacco che Martin porta con sé custodisce una riserva di oggetti di rara e insolita virtù: milioni di ricordi, uno per ogni abitante della Terra.
Nel suo percorso il nostro protagonista incontrerà una serie di personaggi che, con la loro originale individualità, contribuiranno a rendere questo viaggio indimenticabile.
Ed allora lo spettacolo narra...la storia di Ario, il disertore, che diventa amico di Martin e viene più volte catturato e più volte liberato dal nostro protagonista, finché...la storia del Generale Generalissimo Scorfi, sempre in assetto di guerra, che vive solo per la guerra, e se la guerra non ci fosse lui la inventerebbe... la storia della Signora Morte, che non accetta ingiustizie e differenze perché davanti a lei tutti gli uomini sono uguali...E' la storia della Ragazza Sordomuta, che vaga sorridente sempre, sola per il mondo e che s'intende a meraviglia con lo scemo Martin!
Dal suo voluminoso sacco tira fuori un'inesauribile riserva di oggetti: l'armonica di Ario, la stampa della città di Roma che fu culla del Generalissimo e le scarpe di lana della mamma di Ario.
Questi oggetti/ricordi dispongono del dono eccezionale di riconsegnare al possessore la dimensione smarrita di una età giocosa e spensierata.
Il tema della guerra è trattato in modo sfumato, tra gag e bizzarre trovate, finte esecuzioni e resurrezioni provvidenziali ma allo stesso tempo incisivo.
La guerra (come sinonimo di tutte le vicende e i problemi della vita) va combattuta con il cuore e con la forza delle idee e non con le armi.
Questo piccolo gesto può aiutare a far nascere di nuovo il sole in ognuno di noi...
Di più, la svariata oggettistica si offre quale simbolo metonimico della esistenza medesima di ogni rappresentante dell'universo umano.
È proprio il distruggere con queste armi l'immagine cupa ed angosciosa di quest'ultima il regalo conciliante oltre ogni immaginazione.
Madama Morte non fa paura agli "sciocchi" e il loro non aver paura li salva, li rende invincibili, lieti eroi di una battaglia combattuta tra pavidi saggi.
Scenografia essenziale "modellata" dagli attori in scena, luci e musiche efficaci delineano uno spazio e scandiscono un tempo indefiniti, in cui l'attore rivive la sempre attuale vicenda umana della guerra.

Il 6 maggio del 2000, la giovane compagnia teatrale da me diretta, che s'era formata in quel dell'I.T.C.G. Luigi Luzzatti di Palestrina, portò questo spettacolo al Festival Internazionale di Teatro Giovani a Sanremo (Wef oggi detto Gef), aggiudicandosi tra le 98 scuole di tutta Europa il primo premio.
Oggi, a dieci lunghi anni da quel giorno, proprio come la guerra che si narra, lunga dieci anni, ho voluto rivivere quelle emozioni.
All'epoca, giovane ed esuberante regista; oggi regista come allora, ma con la voglia di far esplodere il mio Martìn, interpretandolo fino in fondo!
La compagnia viene tutta implicata in questo progetto, servendosi dei meravigliosi innesti che da quest'estate sono entrati in pianta stabile nell'Associazione.
Ed allora un grande grazie a tutti i miei attori, i miei tecnici, e alla coreografa Arianna Mecozzi, insegnante di Danza del ventre nella Scuola di San Cesareo FULLDANCE, che ha creato tra le sue allieve, un mini cast di ballerine eccezionali, al fine di rendere ancor più vivo ogni momento dello spettacolo.

Ma forse il grazie più grande spetta proprio all'autore... Francesco Silvestri, che scrisse questa commedia in giovane età, nel 1986, dedicandola all'amico che abbiamo in comune, il Professor Pasquale Mellone.
Le opere di Silvestri hanno ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali il premio IDI per "Streghe da marciapiede" e "Angeli all'inferno" e il premio ETI per "Saro e la rosa".
Le sue favole per bambini sono state pubblicate dall'Unicef.
Francesco Silvestri e' unanimemente riconosciuto come uno tra i più originali drammaturghi del nostro panorama teatrale contemporaneo.

Un curioso aneddoto...
"...Nel 1986 presentai Martin, fuori concorso, al Festival di teatro per ragazzi di Battipaglia. La mia idea fu quella di presentare dieci minuti di spettacolo al giorno prima dell'inizio di quello in cartellone. Una puntata al giorno, per sei giorni, ed al settimo avrei fatto l'intero spettacolo con la puntata finale. La proposta si rivelò vincente. La gente si appassionò alle puntate proprio come quelle in televisione. I centocinquanta giurati impugnarono il regolamento, minacciando di non assegnare nessun premio se non avesse vinto La guerra di Martin..."
(V. ALBANO, Conversazione con Francesco Silvestri, Maggio-Settembre 2005).

Un omaggio al Maestro Silvestri Francesco, al quale DEVO l'accendersi
della morbosa passione per l'arte teatrale: "..la Regina delle Arti.."

il regista Claudio Tagliacozzo

 

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